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    <title>Libera Università degli Studi per l'Innovazione e le Organizzazioni</title>
    <link>http://www.luspio.it/</link>
    <description>descrizione</description>
    <item>
      <title>Inaugurazione anno accademico 2011/2012 </title>
      <link>http://www.luspio.it/Blog_index.aspx.aspx?id_articolo=32&amp;u=1</link>
      <pubDate>Thu, 19 Jan 2012 13:06:35 GMT</pubDate>
      <description>&lt;div style="text-align: justify"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&amp;nbsp; LA PROLUSIONE DEL PROF. GIUSEPPE ACOCELLA&lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
L&amp;rsquo;inaugurazione di quest&amp;rsquo;anno cade pressoch&amp;eacute; in coincidenza con la scadenza del triennio durante il quale ho avuto il compito di reggere la guida della Libera Universit&amp;agrave; degli Studi per l&amp;rsquo;Innovazione e per l&amp;rsquo;Organizzazione grazie alla designazione da parte dell&amp;rsquo;Istituto &amp;ldquo;S. Pio V&amp;rdquo;, promotore di questo Ateneo un quindicennio fa, ed in virt&amp;ugrave; della elezione da parte del Consiglio di Amministrazione all&amp;rsquo;inizio di aprile 2009. E&amp;rsquo; stato un triennio particolarmente sofferto per il sistema universitario italiano, scosso dalle tensioni di un processo riformatore correlato ad una sostanziale diminuzione dell&amp;rsquo;impegno di risorse pubbliche proprio nel momento in cui la trasformazione del progetto formativo e scientifico avrebbe avuto pi&amp;ugrave; bisogno di sostegno, ed in cui la crisi economica metteva anche le famiglie in condizioni di maggiore difficolt&amp;agrave; nell&amp;rsquo;affrontare le spese di istruzione superiore, specie nelle universit&amp;agrave; libere. Ricordo a tutti che Almalaurea ha documentato nel 2011 (cfr. Relazione del Direttore del 23 luglio 2011) che le immatricolazioni all&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; si sono ridotte in Italia del 13 per cento in pochi anni, nonostante il ritardo ancora da noi registrato rispetto agli altri paesi avanzati e agli obiettivi 2020 indicati dall&amp;rsquo;Unione Europea.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; In questo Ateneo &amp;ndash; che ha dovuto peraltro fronteggiare anche una situazione pregressa che presentava una offerta formativa non soddisfatta convenientemente dalle disponibilit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;organico - il completamento del processo di adeguamento, previsto dalla legge 270 proprio a partire dall&amp;rsquo;A.A. 2010-2011 per quello che &amp;egrave; stato definito &amp;ldquo;Nuovissimo Ordinamento&amp;rdquo; (per distinguerlo dal &amp;ldquo;Nuovo ordinamento&amp;rdquo; subentrato con il D.M 599 all&amp;rsquo;ordinamento tradizionale), ha imposto una difficile gestione della presenza di tre percorsi e della transizione dall&amp;rsquo;uno all&amp;rsquo;altro differenziata in base alle opzioni di ciascun studente.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; In questo quadro l&amp;rsquo;apporto del personale tecnico-amministrativo e del corpo docente (specie quello impegnato nelle Commissioni didattiche) &amp;egrave; stato esemplare e superiore all&amp;rsquo;ordinaria amministrazione. Abbiamo inoltre assistito nel triennio al naturale ricambio dei vertici delle Facolt&amp;agrave; - talvolta indotti da eventi dolorosi come la scomparsa inattesa del prof. Zaccaria - che deve significare anche nuovo slancio rispetto ai compiti che attendono gli assetti organizzativi interne alle Universit&amp;agrave; (&amp;egrave; noto che la legge 240 prevede la scomparsa delle Facolt&amp;agrave; strutture organizzative consone alla vecchia, ma gloriosa istituzione universitaria, in un orizzonte ancora molto incerto normativamente e soprattutto finanziariamente).&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La valorizzazione della istruzione universitaria rischia di scontrarsi &amp;ndash; in nome della inderogabilit&amp;agrave; delle novit&amp;agrave; -&amp;nbsp; con la difficolt&amp;agrave; di collocare con chiarezza il valore stesso della laurea nei livelli di accesso al lavoro qualificato. Infatti, se nelle Universit&amp;agrave;, con l&amp;rsquo;applicazione a regime dei cosiddetti nuovissimi ordinamenti didattici, coesistono gli studenti del vecchio ordinamento (V.O.), del nuovo ordinamento (N.O.), e ora anche del nuovissimo ordinamento (NN.O.), e poi ancora quelli del vecchio ordinamento transitati al nuovo con riconoscimento di CFU pregressi, &amp;egrave; facile immaginare quanto caotica si possa presentare la situazione amministrativa (con profonde ripercussioni sugli itinerari formativi), con la coda dei facili ed improvvisati giudizi - anche per queste ragioni - sull&amp;rsquo;efficacia del sistema che in questi anni abbondano sulla bocca di giornalisti, opinionisti, politici, ma&amp;icirc;tres &amp;agrave; penser soi-disants, e intellettuali di incerto curriculum ma di certissima affiliazione.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Nonostante tutto in questo contesto &amp;ndash; come documentano le attivit&amp;agrave; istituzionale della CRUI &amp;ndash; gli Atenei hanno &amp;ldquo;accompagnato&amp;rdquo; il processo riformatore che Governo e&amp;nbsp; Parlamento hanno messo in&amp;nbsp; campo con la sofferta elaborazione ed approvazione alla fine del 2010 della Legge 240, tentando di indirizzarne gli orientamenti, correggerne le superfetazioni e le false ingenuit&amp;agrave; rivoluzionarie, spingerne nella direzione dell&amp;rsquo;efficienza l&amp;rsquo;esito. Sulle Linee generali di indirizzo della programmazione delle Universit&amp;agrave; per il triennio 2010-2012 la CRUI ha espresso parere (su richiesta del MIUR n. 105 del 27 ottobre 2010)&amp;nbsp; manifestando riserve sulla prospettiva &amp;lt;&amp;lt;di una possibile ridefinizione degli ordinamenti didattici dei corsi di studio, che porti alla sostituzione delle linee-guida definite dal DM 26 luglio 2007 n. 386&amp;gt;&amp;gt;. Anche le prospettive incoraggianti che il Ministro Profumo nei due incontri con la Conferenza dei Rettori ha voluto prefigurare attendono una verifica concreta nei prossimi mesi ed anni. Abbiamo in questo quadro &amp;ndash; pi&amp;ugrave; piccola tra le Universit&amp;agrave; presenti in CRUI &amp;ndash; contribuito allo sforzo di salvaguardare (affinch&amp;eacute; l&amp;rsquo;autonomia universitaria non si traducesse in mera disgregazione del sistema universitario) l&amp;rsquo;indispensabile coerenza che il sistema ha cercato di realizzare anche in relazione all&amp;rsquo;iter complesso della emanazione dei decreti attuativi, con speciale attenzione per il raccordo tra formazione universitaria e nuove tendenze del&amp;nbsp; mercato del lavoro. Tale raccordo non pu&amp;ograve; per&amp;ograve; diventare tanto prevalente da escludere &amp;ndash; come certi&amp;nbsp; discutibili orientamenti fanno temere - addirittura la dimensione della Universit&amp;agrave; come sede primaria della ricerca secondo quanto previsto dalla Carta costituzionale.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Nel contempo abbiamo provveduto - sin dall&amp;rsquo;inizio del triennio in questione (2009-2012) - anche alla nuova denominazione, gi&amp;agrave; con la modifica dello Statuto approvato nel primo anno del mio Rettorato, nonch&amp;eacute; alla modifica ed adeguamento dell&amp;rsquo;offerta formativa che oggi vede nel nostro Ateneo tre Facolt&amp;agrave; con cinque corsi di laurea tra quelli di primo e quelli di secondo livello, nonch&amp;eacute; la prosecuzione di quelli ad esaurimento del vecchio ordinamento. Molto incrementata &amp;egrave; risultata l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; di master post-laurea e corsi di aggiornamento, anche grazie alla solerzia e al contributo di riorganizzazione amministrativa apportata dal FORMIT, chiamato dall&amp;rsquo;Istituto &amp;ldquo;S. Pio V&amp;rdquo; a condividere la responsabilit&amp;agrave; della gestione della LUSPIO nel nuovo quadro normativo. L&amp;rsquo;ingresso del FORMIT e la nuova governance che &amp;egrave; scaturita dai nuovi equilibri tra soggetto promotore - l&amp;rsquo;Istituto &amp;ldquo;S. Pio V&amp;rdquo; - e il partner che dall&amp;rsquo;approvazione del nuovo Statuto (approvato dal MIUR ed emanato all&amp;rsquo;inizio del presente anno accademico) ha assunto rilevanti responsabilit&amp;agrave; nel Consiglio di Amministrazione - il FORMIT &amp;ndash; risponde alla necessit&amp;agrave; che la situazione nel suo complesso, e la particolare connotazione rivestita da una Universit&amp;agrave; non statale come la LUSPIO, richiedono oggi pi&amp;ugrave; che mai.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Con queste considerazioni - concludendosi, come ricordavo, il triennio del mio mandato - intendo riaffermare che considero conclusa la fase di riorganizzazione che mi era stata affidata ed il mio compito, e dunque questa &amp;egrave; per l&amp;rsquo;ultima inaugurazione in questa Universit&amp;agrave;. Dichiaro pertanto aperto l&amp;rsquo;Anno Accademico 2011-2012 della Libera Universit&amp;agrave; degli Studi per l&amp;rsquo;Innovazione e le Organizzazioni.&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Premio "Giuseppe Sciacca" al Prof. Acocella</title>
      <link>http://www.luspio.it/Blog_index.aspx.aspx?id_articolo=31&amp;u=1</link>
      <pubDate>Wed, 23 Nov 2011 09:28:06 GMT</pubDate>
      <description>&lt;p&gt;Il prof. GIUSEPPE ACOCELLA, Rettore della Universit&amp;agrave; di Roma LUSPIO, ha ricevuto il 12 novembre 2011 il Premio Internazionale &amp;ldquo;Giuseppe Sciacca&amp;rdquo; - Premio speciale per la Sezione giuridica - in occasione della X edizione presieduta dal&amp;nbsp;Prof. Don&amp;nbsp;Bruno Lima e cordonata dal Dott. Giovanni Cinque.&lt;br /&gt;
La Giuria - presieduta dal Prof. Giuseppe Santaniello, Presidente onorario del Consiglio di Stato &amp;ndash; ha insignito il prof. Acocella del prestigioso riconoscimento nel corso della solenne cerimonia svoltasi presso la Citt&amp;agrave; del Vaticano nell&amp;rsquo;Aula Magna della Pontificia Universit&amp;agrave; urbaniana, alla presenza del Card. Dario Castrillon Hoyos, ed in occasione della quale &amp;egrave; stata premiata la campionessa di scherma Valentina Vezzali e sono stati commemorati i caduti dell&amp;rsquo;Esercito e dell&amp;rsquo;Aereonautica impegnati nelle missioni italiane di pace.&lt;/p&gt;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Riforma - Intervista a Giuseppe Acocella</title>
      <link>http://www.luspio.it/Blog_index.aspx.aspx?id_articolo=30&amp;u=1</link>
      <pubDate>Mon, 18 Jul 2011 10:31:58 GMT</pubDate>
      <description>&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;img height="136" width="377" alt="" src="http://files.luspio.it/docs/image/IL_FARO_ON_LINE.jpg" /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
Il Faro on line- Un altro autorevole contributo all&amp;rsquo;interessante  discussione sugli effetti della riforma Gelmini, ci viene da Giuseppe  Acocella, dal marzo 2009 Rettore Magnifico della Universit&amp;agrave; degli studi  di Roma&amp;nbsp; (LUSPIO). Nato il 10 agosto 1948 ad Andretta (AV), si &amp;egrave;  laureato in Giurisprudenza nell&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; degli studi di Napoli  &amp;ldquo;Federico II&amp;rdquo;, ed &amp;egrave; stato nella medesima Universit&amp;agrave; Professore Ordinario  di Etica sociale nonch&amp;eacute; Presidente del Corso di laurea in Scienze del  servizio sociale e del Corso di laurea specialistica in Progettazione e  gestione delle politiche e dei servizi sociali, fino al momento della  elezione - nell&amp;rsquo;ottobre 2005 (VIII Consiliatura 2005-2010) - alla carica  di Vice Presidente del Consiglio Nazionale dell&amp;rsquo;Economia e del Lavoro  (CNEL), organo costituzionale di iniziativa legislativa e di consulenza  del Governo e del Parlamento.&amp;nbsp; Presidente della Fondazione &amp;ldquo;D.  Colasanto&amp;rdquo; (con la quale promosse il primo &amp;lt;&amp;lt;Osservatorio sulla  camorra&amp;gt;&amp;gt; nel 1982) dal 1981 al 1990, &amp;egrave; Socio Ordinario residente  dell&amp;rsquo;Accademia di Scienze morali e politiche (Societ&amp;agrave; nazionale di  Scienze Lettere e Arti in Napoli) e dell&amp;rsquo;Accademia Pontaniana, membro  del Consiglio scientifico dell&amp;rsquo;Istituto &amp;ldquo;V. Bachelet&amp;rdquo;, del Consiglio  scientifico del C.I.R.B. (Centro Interuniversitario per la Ricerca  Bioetica), del Comitato scientifico del CEGA (Centro di Etica Generale  ed applicata), nonch&amp;eacute; Presidente del Premio internazionale di diritto  &amp;ldquo;Duca d&amp;rsquo;Amalfi Maestro del diritto&amp;rdquo; dal 1999. E&amp;rsquo; stato Segretario  Generale della CISL Universit&amp;agrave; dal 1997 al 2001 e Direttore del Centro  Studi Nazionale - Scuola sindacale di Firenze della CISL dal 2001 al  2006.&lt;br /&gt;
Componente del Comitato di redazione dell&amp;rsquo;&amp;quot;Archivio di storia  della cultura&amp;quot; e dei Comitati scientifici delle riviste di cultura della  comunicazione &amp;quot;Desk&amp;quot; e &amp;quot;Matrix&amp;quot;, &amp;egrave; autore di numerose monografie e di  saggi sui problemi dello Stato contemporaneo, sulla crisi del diritto,  sulla storia delle idee economiche e sociali e del pensiero  etico-politico, sulla storia della cultura e dei movimenti sociali, ha  negli ultimi anni pubblicato numerosi saggi in materia di etica  applicata (etica della economia e della impresa, della comunicazione,  bioetica sociale), con una bibliografia annoverante centinaia di titoli.&lt;br /&gt;
Tra  i volumi pubblicati nell&amp;rsquo;ultimo decennio: Elementi di bioetica sociale  (1998); Storia della Cisl, (V ed. 2009); Le tavole della legge.  Educazione, societ&amp;agrave;, Stato nell&amp;rsquo;etica civile di Aristide Gabelli (II ed.  2005), Etica sociale (2003), Per una filosofia politica dell&amp;rsquo;Italia  civile (2004), Etica, economia, lavoro (2007, II ed.&amp;nbsp; 2008),  Etica,diritto, democrazia (2010).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;- La recente classifica  del Times (2008) delle migliori universit&amp;agrave; al mondo include Bologna in  192esima posizione, La Sapienza alla 205esima, il Politecnico di Milano  alla 291esima e l&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; di Padova alla 296esima. Perch&amp;eacute;  l&amp;rsquo;universit&amp;agrave; italiana non sa essere competitiva? Ritiene che questa  riforma possa aiutare l&amp;rsquo;Italia in tal senso?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Dovrei  esprimere numerosi, articolati e documentati dubbi sulla effettiva  consistenza e congruenza dei criteri adottati per stilare graduatorie  che adottano parametri apertamente &amp;ldquo;orientati&amp;rdquo; o &amp;ndash; nel caso pi&amp;ugrave;  innocente &amp;ndash; meramente quantitativi o del tutto formali. Se l&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; &amp;egrave;  crescita e trasmissione dei saperi, forse occorre chiedersi se la  &amp;ldquo;competizione&amp;rdquo; nella quale difetterebbero gli&amp;nbsp; Atenei italiani non  corrisponda ad un criterio riferito piuttosto alla sola convenienza  economica, cui sottoporre la ricerca, o solo attento alla funzione di  &amp;ldquo;formazione professionale&amp;rdquo;, importante ma non tale da esaurire la  &amp;ldquo;missione&amp;rdquo; dell&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; nella societ&amp;agrave; attuale. La riforma promossa  con la legge del 2010 tenta la razionalizzazione di superfetazioni e  proliferazioni inutili, ma non incoraggia la ricerca, che resta la  condizione per conseguire la qualit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;istruzione universitaria.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;-  Secondo il rapporto dell&amp;rsquo;Ocse Education at a Glance 2008, la spesa per  l&amp;rsquo;istruzione terziaria in Italia &amp;egrave; inferiore all&amp;rsquo;1% del Pil, contro il  quasi 3% degli Usa. La spesa per l&amp;rsquo;istruzione globalmente considerata &amp;egrave;  invece pari al 3,3% del Pil, contro il 5,8% della media dei Paesi Ocse.  Perch&amp;eacute; l&amp;rsquo;Italia non crede nella scuola oppure si pu&amp;ograve; essere ugualmente  efficienti spendendo meno?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
La risposta &amp;egrave; nei dati esposti.  In questo Paese si abbonda in dichiarazioni roboanti, in specie da parte  della classe politica che dovrebbe provvedere, sulla centralit&amp;agrave;  dell&amp;rsquo;istruzione, della cultura, dell&amp;rsquo;Innovazione che lo sviluppo della  ricerca consente nei paesi avanzati. A questa proclamazione costante e  impegnata corrisponde una assoluta sottovalutazione dei bisogni della  Universit&amp;agrave;, tanto che le &amp;ldquo;spese per la cultura&amp;rdquo; sono intese  essenzialmente rivolte al mondo dello spettacolo, a cui viene dedicata  assai pi&amp;ugrave; attenzione, e verso cui si dirottano anche le risorse residue,  dal momento che si tratta di un mondo molto pi&amp;ugrave; efficace nell&amp;rsquo;azione di  lobby e nelle pressioni attraverso gli strumenti della comunicazione  chiassosa. Il richiamo costituzionale dell&amp;rsquo;art. 33 ed il bisogno delle  famiglie di contare su un sistema universitario sostenuto e tutelato  sembra non siano sufficienti a spingere chi potrebbe e dovrebbe a  colmare il gap tra dichiarazioni e interventi effettivi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;-  Nelle proposte di riforma della governance delle universit&amp;agrave; la Crui ha  affermato che &amp;laquo;obiettivi centrali della riforma devono essere di ridurre  la frammentazione, di contrastare la dispersione di risorse, di  aumentare la capacit&amp;agrave; decisionale e l&amp;rsquo;operativit&amp;agrave; degli organi di  governo a tutti i livelli, mettendo gli atenei in condizione di  formulare pi&amp;ugrave; ambiziose strategie autonome e di poterle attivare nei  tempi e nei modi richiesti, venendo chiamati a rispondere puntualmente&amp;raquo;.  In che modo &amp;egrave; possibile ottenere questo risultato?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Sono  obiettivi che &amp;ndash; come ha dimostrato l&amp;rsquo;atteggiamento sempre costruttivo e  dialogante della CRUI &amp;ndash; sono ampiamente condivisi dal mondo  universitario, anche realisticamente ammettendo un grave vizio di  &amp;ldquo;autoreferenzialit&amp;agrave;&amp;rdquo; che di frequente separa questo mondo dalle esigenze  sociali e dalle responsabilit&amp;agrave; che l&amp;rsquo;alto compito pubblico espletato  dal sistema universitario con la ricerca e con la docenza richiedono a  tutti. L&amp;rsquo;autonomia degli Atenei &amp;ndash; principio esaltato e considerato  essenziale per lo sviluppo ed adeguamento del sistema universitario di  interesse pubblico &amp;ndash; viene continuamente screditato e sgretolato dalla  caduta delle risorse e dai pressanti vincoli imposti senza contrappesi e  strumentazioni adeguate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;- Riconoscere il merito nelle  universit&amp;agrave; &amp;egrave; un altro punto intorno al quale si &amp;egrave; dibattuto molto  quest&amp;rsquo;estate. Qual &amp;egrave; il suo punto di vista a questo proposito?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Non  saranno certo le imbalsamate metodologie valutative &amp;ndash; spesso  astrattamente elaborate senza esperienza diretta dei percorsi culturali  propri dell&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; &amp;ndash; a poter verificare adeguatamente la qualit&amp;agrave; ed  il merito del lavoro universitario. Lo sforzo che il mondo accademico &amp;ndash; a  partire dalle iniziative messe in campo dalla CRUI &amp;ndash; sta facendo  proprio nella direzione di sottoporre a verifica l&amp;rsquo;impegno, non sempre  adeguato, del personale di ricerca e di docenza, intende far  corrispondere i comportamenti dei singoli e delle strutture accademiche  agli obiettivi che per tradizione e dignit&amp;agrave;, riuscendo sempre ad  adeguarsi alle novit&amp;agrave;, il sistema universitario italiano &amp;egrave; chiamato da  sempre a perseguire.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Pasquale Maria Sansone&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Presentazione del libro: Etica, diritto, democrazia</title>
      <link>http://www.luspio.it/Blog_index.aspx.aspx?id_articolo=29&amp;u=1</link>
      <pubDate>Mon, 27 Jun 2011 16:16:08 GMT</pubDate>
      <description>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img height="383" width="501" alt="" src="http://files.luspio.it/docs/Blog Rettore/LIBRO_RETTORE_INVITO.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La grande trasformazione ha inciso soprattutto sul carattere fondamentale del diritto moderno, il principio monismo, che dal sovrano assoluto allo statalismo giuridico ha identificato il diritto con lo Stato della modernit&amp;agrave;, capace di produrre razionalmente la norma. Il monismo giuridico entra in crisi quando la espansione sovranazionale dei processi economici e sociali - travolgendo gli stessi caratteri con cui la democrazia aveva cercato di temperare l&amp;rsquo;assolutismo giuridico in virt&amp;ugrave; del quale l&amp;rsquo;unica fonte del diritto &amp;egrave; la sovranit&amp;agrave; statale, ripropone con forza la pluralit&amp;agrave; delle fonti e delle modalit&amp;agrave; di produzione normativa. Per&amp;ograve; ne discende che all&amp;rsquo;unicit&amp;agrave; razionale delle fonti rischia di sostituirsi di fatto una giurisprudenza creativa - libera dall&amp;rsquo;obbedienza alla legge e liberatasi in nome del diritto della stessa certezza del diritto &amp;ndash; che ripropone le ambiguit&amp;agrave; delle tesi del diritto libero e dello Stato dei giudici gi&amp;agrave; affacciatesi nei primi decenni del Novecento in Germania sull&amp;rsquo;antico troco del savignyano principio del Volksgeist, responsabile di molte insidie per la legalit&amp;agrave; dello Stato di diritto, come l&amp;rsquo;avvento del totalitarismo si incaric&amp;ograve; di mostrare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si rende cos&amp;igrave; necessario riproporre il tema delle basi etiche della democrazia contemporanea, e del diritto che ne regola la convivenza sociale, alla ricerca continua di un equilibrio efficace tra tutela dell&amp;rsquo;individualit&amp;agrave; e dimensione collettiva, che giunga a valorizzare una democrazia capace di temperare il giuspositivismo dello statalismo di impronta giacobina con una visione pluralista delle fonti dell&amp;rsquo;esperienza giuridica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Paradossalmente &amp;ndash; se il passaggio alla modernit&amp;agrave; aveva beneficamente storicizzato l&amp;rsquo;universalismo giusnaturalistico, fornendo allo Stato nazionale le ragioni della sua sovranit&amp;agrave; legislatrice &amp;ndash; un nuovo universalismo dai caratteri meno ideali sgretola le certezze nazionali, sottomettendo all&amp;rsquo;economia globale e alla sua &amp;ldquo;razionalit&amp;agrave;&amp;rdquo; le ragioni dell&amp;rsquo;etica e della democrazia. La Lex mercatoria ridimensiona cos&amp;igrave; &amp;ndash; in nome del nuovo diritto &amp;ndash; il ruolo stesso dei fondamenti etici della democrazia, e del diritto come regolatore della vita sociale, travolgendo il ruolo dello Stato e dell&amp;rsquo;ordinamento giuridico, a meno che quest&amp;rsquo;ultimo, svincolato dallo Stato quale unica fonte di produzione legislatrice, si presenti come esito della vitalit&amp;agrave; delle realt&amp;agrave; sociali e rilanci i caratteri nuovi di una democrazia che non coincide con la volont&amp;agrave; sovrana espressa dallo Stato, ma sia finalmente espressione della nuova sovranit&amp;agrave; popolare, rispettosa della persona e delle rappresentanze sociali attraverso cui si esprime la societ&amp;agrave; pluralista.&lt;/div&gt;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Intervista del 24/06/2011 (I parte)</title>
      <link>http://www.luspio.it/Blog_index.aspx.aspx?id_articolo=28&amp;u=1</link>
      <pubDate>Mon, 27 Jun 2011 16:12:15 GMT</pubDate>
      <description>&lt;img height="842" width="600" alt="" src="http://files.luspio.it/docs/Blog Rettore/Discussione_Acocella_Pagina_1.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Intervista del 24/06/2011 (II parte)</title>
      <link>http://www.luspio.it/Blog_index.aspx.aspx?id_articolo=27&amp;u=1</link>
      <pubDate>Mon, 27 Jun 2011 16:11:11 GMT</pubDate>
      <description>&lt;img height="842" width="600" src="http://files.luspio.it/docs/Blog Rettore/Discussione_Acocella_Pagina_2.jpg" alt="" /&gt;&lt;br /&gt;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Ciclo Incontri</title>
      <link>http://www.luspio.it/Blog_index.aspx.aspx?id_articolo=26&amp;u=1</link>
      <pubDate>Mon, 27 Jun 2011 16:04:11 GMT</pubDate>
      <description>&lt;img height="1040" width="560" alt="" src="http://files.luspio.it/docs/Blog Rettore/RETTORE_CNEL.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Presentazione del Volume del Rettore Prof. Giuseppe Acocella</title>
      <link>http://www.luspio.it/Blog_index.aspx.aspx?id_articolo=24&amp;u=1</link>
      <pubDate>Thu, 03 Mar 2011 13:17:35 GMT</pubDate>
      <description>&amp;quot;Etica, diritto, democrazia LA GRANDE TRASFORMAZIONE&amp;quot; di Giuseppe Acocella&lt;br /&gt;
ORDINARIO DI ETICA SOCIALE&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
ne discutono con l&amp;rsquo;autore:&lt;br /&gt;
ARTURO DE VIVO - Preside della Facolt&amp;agrave; di Lettere e Filosofia&lt;br /&gt;
GIACOMO DI GENNARO - Presidente CdLM in Servizio Sociale e Politiche Sociali&lt;br /&gt;
MARIO RUSCIANO - Presidente del Polo S.U.S.&lt;br /&gt;
FULVIO TESSITORE - Universit&amp;agrave; degli Studi di Napoli Federico II&lt;br /&gt;
FRANCESCO DE SANCTIS - Rettore dell&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; Suor Orsola Benincasa&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LUNED&amp;Igrave; 14 MARZO ORE 15.00, AULA MAGNA COMPLESSO UNIVERSITARIO DON BOSCO&lt;br /&gt;
Via Don Bosco, 8&amp;nbsp;&lt;br /&gt;
info: &lt;a href="mailto:presidenza.polosus@unina.it"&gt;presidenza.polosus@unina.it&lt;/a&gt; &lt;a href="http://www.polosus.unina.it"&gt;www.polosus.unina.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href="http://files.luspio.it/docs/Blog Rettore/invito_acocella.pdf"&gt;Scarica l'invito&lt;/a&gt;</description>
    </item>
    <item>
      <title>INAUGURAZIONE DELL’ANNO ACCADEMICO 2010-2011</title>
      <link>http://www.luspio.it/Blog_index.aspx.aspx?id_articolo=23&amp;u=1</link>
      <pubDate>Thu, 20 Jan 2011 09:16:07 GMT</pubDate>
      <description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Relazione del Rettore Magnifico Prof. GIUSEPPE ACOCELLA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Magnifici Rettori, Ambasciatori dell&amp;rsquo;Egitto e della Moldavia presso la Santa Sede, Amplissimi Presidi, Relatori illustri che ringrazio per aver accolto l&amp;rsquo;invito a fornire il loro competente contributo, Consiglieri di amministrazione, Colleghi docenti, personale tecnico ed amministrativo, studenti, signori, l&amp;rsquo;occasione dell&amp;rsquo;apertura dell&amp;rsquo;Anno Accademico 2010-2011 cade in cui il momento in cui una grande, profonda trasformazione &amp;egrave; in atto, essendo giunto a compimento il mese scorso l&amp;rsquo;iter complesso e sofferto dell&amp;rsquo;approvazione presso le Camere del D.d.L 1905-B, oltre che in vista dell&amp;rsquo;A.A. 2011-2012 nel quale avranno completamento i processi previsti nel Decreto Ministeriale 22 settembre 2010 n. 17 sui &amp;ldquo;Requisiti necessari dei corsi di studio&amp;rdquo;. Questa fase normativa ridisegna in diritto ed in fatto ancora una volta l&amp;rsquo;offerta formativa dell&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; italiana, intervenendo sui nuovi assetti della governance degli Atenei, comportando appunto un processo di trasformazione profonda del sistema universitario iniziato almeno un quindicennio fa.&lt;br /&gt;
La domanda che sempre pi&amp;ugrave; spesso ci siamo posti &amp;ndash; favorevoli o tiepidi che fossimo verso un processo che ha dato l&amp;rsquo;impressione di puntare pi&amp;ugrave; alla razionalizzazione delle risorse (obiettivo pur comprensibile, ma non fino a prevalere su quello, certo pi&amp;ugrave; importante e costituzionalmente garantito, della ricerca e della cultura come esperienza essenziale della Universit&amp;agrave;) che alla promozione di un sistema avanzato di formazione apicale &amp;ndash; &amp;egrave; se in queste condizioni si potr&amp;agrave; continuare a custodire il bene prezioso della unitariet&amp;agrave; del sistema pubblico, di cui gli Atenei liberi sono parte integrante, affidato alle Universit&amp;agrave; dall&amp;rsquo;art. 33 della Costituzione repubblicana. Questa, del resto, &amp;egrave; proprio la prospettiva ribadita nella legge appena approvata, che non solo denomina il Titolo I, Organizzazione del sistema universitario, - ribadendo nell&amp;rsquo;art. 1, commi 1 e 2 la relazione attuativa con l&amp;rsquo;art. 33 ed il Titolo V della Costituzione ed il principio che &amp;lt;&amp;lt;Le universit&amp;agrave; sono sede primaria di libera ricerca e di libera formazione&amp;gt;&amp;gt;, ma al comma 3 - riferendosi agli &amp;lt;&amp;lt;specifici interventi per gli studenti capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi&amp;gt;&amp;gt; che il Ministero &amp;egrave; tenuto a garantire - nella versione approvata al Senato esplicitamente recita che essi sono destinati agli studenti &amp;lt;&amp;lt;che intendano iscriversi al sistema universitario della Repubblica&amp;gt;&amp;gt;, rafforzando e precisando il testo gi&amp;agrave; approvato alla Camera, che prescrive i contributi per gli studenti &amp;lt;&amp;lt;che intendano iscriversi alle libere universit&amp;agrave; dello Stato&amp;gt;&amp;gt;. &lt;br /&gt;
Nel comma 5, la legge, riferendosi ai compiti delle Universit&amp;agrave; del sistema pubblico, statali e non statali previsti nel comma precedente, precisa che &amp;lt;&amp;lt;la distribuzione delle risorse pubbliche deve essere garantita in materia coerente con gli obiettivi e gli indirizzi strategici per il sistema e le sue componenti, definiti ai sensi del comma 4&amp;gt;&amp;gt;. E&amp;rsquo; quanto sostengono insistentemente negli ultimi anni, all&amp;rsquo;interno della CRUI, le Universit&amp;agrave; libere. Anche perch&amp;eacute; &amp;ndash; se questo principio fosse ancora disatteso &amp;ndash; si produrrebbe lo strano effetto che le universit&amp;agrave; libere sarebbero in diritto ed in fatto liberate dagli obblighi, annunciati nello stesso comma 4, dei requisiti della valutazione quale condizione essenziale per la definizione di sistemi di qualit&amp;agrave;, ove non partecipassero degli stessi criteri che prevedono obblighi e sostegni.&lt;br /&gt;
Infatti l&amp;rsquo;Art.2 &amp;ndash; che riguarda Organi e articolazioni interne delle universit&amp;agrave; &amp;ndash; precisa nel c. 1 di riferirsi esclusivamente alle Universit&amp;agrave; statali, e dunque, quando non vi sia esplicitamente l&amp;rsquo;aggettivazione statali, le disposizioni normative disciplinano l&amp;rsquo;intero sistema universitario, composto tanto dalle universit&amp;agrave; statali che non statali. Ad esempio ulteriore l&amp;rsquo;art. 3, Federazione e fusione di atenei e razionalizzazione dell&amp;rsquo;offerta formativa, non prevede alcuna distinzione tra Atenei statali e Atenei liberi, intendendosi dunque che &amp;ndash; ove ricorressero le universit&amp;agrave; a fusioni anche parziali, ad esempio per rafforzare una parte dell&amp;rsquo;offerta formativa o per necessit&amp;agrave; amministrative ed organizzative &amp;ndash; anche le ulteriori provvidenze, come ulteriormente ribadito nell&amp;rsquo;art. 5, c.1, punto a) (ove il testo di legge prescrive che il Governo adotti uno o pi&amp;ugrave; decreti legislativi destinati alla &amp;lt;&amp;lt;valorizzazione della qualit&amp;agrave; e dell&amp;rsquo;efficienza delle universit&amp;agrave;&amp;gt;&amp;gt;, finalizzati alla &amp;lt;&amp;lt;realizzazione i opportunit&amp;agrave; uniformi, su tutto il territorio nazionale, di accesso e scelta dei percorsi formativi&amp;gt;&amp;gt;), sarebbero destinate conseguentemente, bench&amp;eacute; poi la definizione dei livelli essenziali di prestazioni&amp;nbsp; (LEP) sia destinata a riguardare solo quelle erogate dalle universit&amp;agrave; statali (punto d; e c. 6 punto a); il che sembrerebbe lasciare anche sui requisiti totale libert&amp;agrave; di movimento alle universit&amp;agrave; libere (libert&amp;agrave; non ammessa esplicitamente). &lt;br /&gt;
E&amp;rsquo; noto, a tal proposito, l&amp;rsquo;opportuno rilievo formulato dalla Presidenza della Repubblica circa le restrizioni territoriali previste dal comma 3, punto 0) dell&amp;rsquo;art. 4, il quale - circa i sostegni previsti dal Titolo II (Norme e delega legislativa in materia di qualit&amp;agrave; ed efficienza del sistema universitario) per i premi di studio e i buoni studio (punti a e b) a carico del &amp;lt;&amp;lt;Fondo di merito&amp;gt;&amp;gt; - allorch&amp;eacute; ha sollevato la questione della discriminazione tra studente appartenenti a diverse regioni (alcune pi&amp;ugrave;, altre meno ricche) rispetto al merito grazie al quale invece devono poter godere eguale accesso alle borse tutti i cittadini, cosicch&amp;eacute; non sarebbe accettabile una discriminazione. Ma dunque sarebbe ancora pi&amp;ugrave; inaccettabile quella tra studenti delle universit&amp;agrave; statali e di quelle non statali appartenenti all&amp;rsquo;unico sistema universitario oggetto della regolamentazione legislativa.&lt;br /&gt;
Del resto nel medesimo comma 5 si fa riferimento, naturalmente senza distinzioni tra i due modelli di Ateneo, ai meccanismi di valutazione delle politiche di reclutamento degli Atenei elaborati dall&amp;rsquo;ANVUR e in specie alla &amp;lt;&amp;lt;produzione scientifica dei professori e dei ricercatori successivi alla loro presa di servizio ovvero al passaggio a diverso ruolo o fascia nell&amp;rsquo;ateneo&amp;gt;&amp;gt;. Dunque, poich&amp;eacute; lo stato giuridico dei docenti &amp;egrave; regolamentato unitariamente, &amp;egrave; evidente che tutto ci&amp;ograve; che ad esso &amp;egrave; correlato riguardi tutte le universit&amp;agrave; in cui essi operano, senza distinzioni, come dimostrano le prescrizioni sul regime di impegno, sull&amp;rsquo;orario di lavoro e sulla progressione economica in base alla relazione triennale di&amp;nbsp; cui all&amp;rsquo;art. 6, a differenza di quanto prescritto separatamente per gli interventi perequativi, esplicitamente rivolti alle statali (art. 11) e alle non statali (art. 12).&lt;br /&gt;
E&amp;rsquo; necessario dunque ribadire questo principio, che la legge riconosce senza esitazioni o ambiguit&amp;agrave;, proprio oggi e qui, nella sede di una Universit&amp;agrave; libera, che insieme agli Atenei statali costituisce il sistema pubblico, finora assicurato anche dal valore legale del diploma di laurea che noi non temiamo di veder ora avviato verso un sistema di accreditamento, se questo sistema assicurer&amp;agrave; comunque la responsabilit&amp;agrave; pubblica della certificazione e la reale confrontabilit&amp;agrave; degli esiti. Infatti il tema della valutazione della qualit&amp;agrave; del servizio offerto dalle Universit&amp;agrave; di questo paese &amp;egrave; un obiettivo dichiarato della nuova stagione normativa, e sbaglierebbe chi volesse opporsi a questa esigenza. Ma se, come abbiamo sempre creduto, la ricerca e la didattica insieme costituiscono gli elementi essenziali e caratterizzanti della istituzione universitaria, l&amp;rsquo;una nutrendo la seconda e la seconda stimolando la prima, ci preoccupa da un lato l&amp;rsquo;essiccamento delle fonti di finanziamento pubblico della ricerca che abbiamo dovuto registrare e lamentare anche in questa legge di riforma, dall&amp;rsquo;altro le difficolt&amp;agrave; crescenti a garantire il diritto allo studio agli studenti, la cui formazione deve restare la preoccupazione fondamentale di ogni Ateneo che non intenda trasformarsi solo in un centro di ricerca o, all&amp;rsquo;opposto, solo in un centro di formazione professionale di accettabile livello e niente pi&amp;ugrave; (senza menzionare il sorprendente caso di universit&amp;agrave; di recente nascita e di differente modalit&amp;agrave; di erogazione della didattica, che NON appartengono al sistema universitario integrato tra statali e non statali, nonostante le aperture della recente legge).&lt;br /&gt;
Le difficolt&amp;agrave; in cui versano le Universit&amp;agrave; italiane ed in specie quelle libere, che pur svolgono il medesimo servizio pubblico con i medesimi vincoli e requisiti richiesti ad ogni universit&amp;agrave;, ci ha indotto negli ultimi anni a severe riflessioni. La LUSPIO affronta questa fase delicata con seriet&amp;agrave; e rigore: un importante passo &amp;egrave; stato compiuto dall&amp;rsquo;Istituto &amp;ldquo;S. Pio V&amp;rdquo;, presieduto dal prof. Antonio Iodice, coinvolgendo nella governance dell&amp;rsquo;Ateneo un partner della importanza e della solidit&amp;agrave; della Fondazione FORMIT, il cui Presidente &amp;egrave; oggi Vicepresidente del nostro C. d&amp;rsquo;A. Inizia cos&amp;igrave; una fase rifondativa anche per il nostro Ateneo.&lt;br /&gt;
Contando sullo spirito di condivisione da parte di tutte le componenti della comunit&amp;agrave; universitaria, sono certo che, anche se ogni cambiamento comporta difficolt&amp;agrave;, tutta la comunit&amp;agrave; della LUSPIO ha percepito la delicatezza della tensione cui l&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; di continuo &amp;egrave; sottoposta ed in specie in questa fase storica, e si &amp;egrave; impegnata di conseguenza. Desidero in questa occasione ne ringraziare quanti &amp;ndash; personale docente e personale tecnico-amministrativo &amp;ndash; compie con dedizione e competenza il proprio lavoro in questo Ateneo.&lt;br /&gt;
Il ruolo che il Nucleo di valutazione dell&amp;rsquo;Ateneo ha iniziato a svolgere in questa contingenza assumer&amp;agrave; sempre pi&amp;ugrave; rilevanza nella direzione auspicata, e per questo ringrazio il presidente Occhiocupo. Tengo a sottolineare che lo sforzo gi&amp;agrave; iniziato con i primi Regolamenti, varati nello scorso Anno accademico, sar&amp;agrave; completato insieme con il nuovo Statuto che dovremo adottare in armonia con i cambiamenti intervenuti, e con i Regolamenti che dovremo adottare in conformit&amp;agrave; con il quadro normativo che sar&amp;agrave; delineato anche con i Decreti attuativi.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;
Siamo ben consapevoli che il trend di crescita delle iscrizioni all&amp;rsquo;intero sistema (che dalla riforma del D.M. 509/1999, che introduceva la laurea di I e II livello, &amp;egrave; stato in costante crescita negli ultimi anni) ha subito una inversione di tendenza, non solo negli Atenei del Nord &amp;ndash; collocati in aree economicamente in grado di offrire opportunit&amp;agrave; di lavoro sostitutive della frequenza universitaria &amp;ndash; ma ancor pi&amp;ugrave; nel Centro Sud, liddove non frequentare l&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; non corrisponde certo ad una maggiore opportunit&amp;agrave; di impiego, essendo il fenomeno aggravato dall&amp;rsquo;effetto dello scoraggiamento a cercare occupazione ed al tempo stesso a iscriversi nell&amp;rsquo;Universit&amp;agrave;. Per questo siamo impegnati a sviluppare forme finalizzate a garantire il diritto allo studio a studenti le cui famiglie hanno difficolt&amp;agrave; a mantenere i propri figli fuori sede, nel rispetto della normativa e delle vocazioni territoriali, valorizzando al massimo le possibilit&amp;agrave; offerte dai principi di autonomia all&amp;rsquo;interno dei limiti delineati dalla legge. Il raccordo tra Universit&amp;agrave; e lavoro - che questo modello di Universit&amp;agrave; intende favorire - resta un passaggio essenziale dell&amp;rsquo;organizzazione accademica, tanto pi&amp;ugrave; in una fase storica ed in una area per le quali tutto si fa pi&amp;ugrave; complicato. &lt;br /&gt;
Ringrazio tutti della partecipazione a questa Inaugurazione per l&amp;rsquo;A.A. 2010-2011, che abbiamo voluto diversa da una mera celebrazione formale, introducendo questa novit&amp;agrave; di una tavola rotonda sul tema dei rapporti tra Etica ed economia, che ci sta molto a cuore, che consideriamo decisiva per il contributo che la ricerca universitaria pu&amp;ograve; ad esso fornire nel nostro tempo, e che valorizza anche lo slancio nuovo che la LUSPIO vuole imprimere ai suoi corsi di Economia. Per queste ragioni la solenne Apertura dell&amp;rsquo;Anno Accademico di quest&amp;rsquo;anno non si chiude oggi, come accade di consueto per tradizione, ma invece apre realmente un percorso di studi. In questa occasione promuoveremo la formazione di tre gruppi di lavoro sui temi delle tre relazioni della tavola rotonda, coordinati dal prorettore Vicario, che nella prossima occasione inaugurale consegneranno alla comunit&amp;agrave; della LUSPIO gli esiti del loro lavoro che saranno pubblicati a cura dell&amp;rsquo;Istituto &amp;ldquo;S. Pio V&amp;rdquo; il prossimo anno. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dichiaro pertanto aperto l&amp;rsquo;Anno Accademico 2010-2011 della LUSPIO.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&lt;/div&gt;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Ziad Al - Saad alla LUSPIO</title>
      <link>http://www.luspio.it/Blog_index.aspx.aspx?id_articolo=21&amp;u=1</link>
      <pubDate>Thu, 09 Sep 2010 10:04:36 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Open Day Luspio 14 Aprile 2010</title>
      <link>http://www.luspio.it/Blog_index.aspx.aspx?id_articolo=20&amp;u=1</link>
      <pubDate>Thu, 15 Apr 2010 15:05:02 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>"Com&amp;Te", giuria al lavoro</title>
      <link>http://www.luspio.it/Blog_index.aspx.aspx?id_articolo=19&amp;u=1</link>
      <pubDate>Fri, 09 Apr 2010 14:29:38 GMT</pubDate>
      <description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;img alt="" src="file:///C:/DOCUME%7E1/F6A4D%7E1.FOC/IMPOST%7E1/Temp/moz-screenshot.png" /&gt;&lt;img alt="" src="file:///C:/DOCUME%7E1/F6A4D%7E1.FOC/IMPOST%7E1/Temp/moz-screenshot-1.png" /&gt;&lt;img align="left" src="http://files.luspio.it/docs/Blog Rettore/Comete_giuria_Acocella.jpg" style="width: 235px; height: 177px;" alt="" /&gt;8/04/2010 - Si &amp;egrave; riunita la giuria della Rassegna letteraria &amp;ldquo;Com&amp;amp;Te&amp;rdquo;. In esame i criteri di selezione della terna vincitrice tra i 9 saggi politico-istituzionali partecipanti alla manifestazione. La cerimonia di premiazione il 14 maggio. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&amp;rsquo;Associazione Comunicazione&amp;amp;Territorio informa che si &amp;egrave; svolta la riunione dei componenti la giuria del Premio e Rassegna letteraria &amp;ldquo;Com&amp;amp;Te&amp;rdquo;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&amp;rsquo;incontro hanno preso parte il prof. &lt;strong&gt;Giuseppe Acocella&lt;/strong&gt;, vice-presidente CNEL e rettore della Libera Universit&amp;agrave; S. Pio V; la dott.ssa Marisa Mirella Prearo, amministratore EPT Salerno; il prof. Luigi Senatore, docente dell&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; degli Studi di Salerno; l&amp;rsquo;avv. Francesco Accarino, presidente del Social Tennis Club; il prof. Pasquale Santoriello in qualit&amp;agrave; di segretario della giuria; Pasquale Petrillo, presidente dell&amp;rsquo;Associazione Comunicazione&amp;amp;Territorio ed organizzatore della manifestazione culturale. Assente per ragioni professionali il presidente della giuria, il magistrato dott. Alfredo Greco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I giurati, che hanno dato inizio alla lettura dei 9 saggi su temi politico-istituzionali, hanno discusso dei criteri di selezione della terna vincitrice del Premio &amp;ldquo;Com&amp;amp;Te&amp;rdquo;, la cui cerimonia di premiazione si svolger&amp;agrave; il prossimo 14 maggio al Social Tennis Club di Cava de&amp;rsquo;Tirreni.&lt;/div&gt;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Intervista su Rotary International - parte 1</title>
      <link>http://www.luspio.it/Blog_index.aspx.aspx?id_articolo=18&amp;u=1</link>
      <pubDate>Mon, 22 Mar 2010 12:25:15 GMT</pubDate>
      <description>&lt;img height="1080" width="529" alt="" src="http://files.luspio.it/docs/Blog Rettore/ROTARY_RETTORE1.JPG" /&gt;&lt;br /&gt;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Intervista su Rotary International - parte2</title>
      <link>http://www.luspio.it/Blog_index.aspx.aspx?id_articolo=17&amp;u=1</link>
      <pubDate>Mon, 22 Mar 2010 12:24:44 GMT</pubDate>
      <description>&lt;img height="1078" width="243" alt="" src="http://files.luspio.it/docs/Blog Rettore/ROTARY_RETTORE2.JPG" /&gt;&lt;br /&gt;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Sud meno clientele e miglior uso delle risorse. L’incontro Acocella e Iannuzzi al Mediterranea</title>
      <link>http://www.luspio.it/Blog_index.aspx.aspx?id_articolo=15&amp;u=1</link>
      <pubDate>Fri, 26 Feb 2010 14:09:59 GMT</pubDate>
      <description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;img src="http://files.luspio.it/docs/image/Mattino.gif" style="width: 234px; height: 34px;" alt="" /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Viviana Navarra &lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;Continua il corso di formazione alla politica sul tema 'Mezzogiorno ed Innovazione - Per una nuova classe dirigente', organizzato dall'associazione di promozione culturale e sociale 'L'Accento' ed intitolato alla memoria del professore Vincenzo Buonocore. Ieri pomeriggio all'albergo Mediterranea sul tema 'Un Patto per lo sviluppo del Sud: rinnovamento delle Istituzioni e nuova cittadinanza attiva' si sono confrontati l'onorevole Tino Iannuzzi ed il professore Pino Acocella, rettore dell'Universit&amp;agrave; degli studi 'San Pio V' di Roma. &amp;laquo;Quello che occorre al Mezzogiorno &amp;egrave; una nuova primavera - afferma Iannuzzi, deputato Pd - Soprattutto, &amp;egrave; il cittadino che deve recuperare una dimensione attiva, appassionata e forte all'interno della comunit&amp;agrave;. In questo modo riconquister&amp;agrave; la consapevolezza dei suoi diritti e dei suoi doveri&amp;raquo;. &amp;laquo;C'&amp;egrave; bisogno di una irruzione democratica dei cittadini nella vita dei politici - rafforza il concetto il deputato del Partito democratico - ed &amp;egrave; fondamentale che i giovani affermino le proprie idee guardando ad orizzonti lontani&amp;raquo;. &amp;laquo;Il Sud deve far vincere il Sud - conclude Iannuzzi - Eliminare la piaga del clientelismo &amp;egrave; una buona partenza&amp;raquo;. &amp;Egrave; il professore Pino Acocella a considerare &amp;laquo;inutile rivendicare pi&amp;ugrave; risorse se poi queste ultime non vengono utilizzate per il progresso&amp;raquo; e a puntare l'accento sulla &amp;laquo;modernizzazione senza sviluppo&amp;raquo; che riguarda il meridione e che va affrontata insieme ad altre realt&amp;agrave;. Quali, ad esempio, la &amp;laquo;finanziarizzazione dell'economia - sottolinea Acocella - Ovvero il trasferimento delle risorse dall'area produttiva a quella di interessi finanziari&amp;raquo; . In questa cornice, secondo il rettore dell'ateneo romano, &amp;laquo;valorizzare e custodire il capitale umano &amp;egrave; fondamentale&amp;raquo;.&lt;/div&gt;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Intervista a margine dell'incontro "Globalizzazione e finanziarizzazione dell'economia" </title>
      <link>http://www.luspio.it/Blog_index.aspx.aspx?id_articolo=14&amp;u=1</link>
      <pubDate>Wed, 10 Feb 2010 14:46:15 GMT</pubDate>
      <description>&lt;object height="390" width="480"&gt;
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    </item>
    <item>
      <title>Intervista su Uniroma Network</title>
      <link>http://www.luspio.it/Blog_index.aspx.aspx?id_articolo=13&amp;u=1</link>
      <pubDate>Thu, 14 Jan 2010 12:12:16 GMT</pubDate>
      <description>&lt;img height="832" width="534" alt="" src="http://files.luspio.it/docs/Blog Rettore/UNIROMA_12.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Intervista su Uniroma Network</title>
      <link>http://www.luspio.it/Blog_index.aspx.aspx?id_articolo=12&amp;u=1</link>
      <pubDate>Thu, 14 Jan 2010 12:11:22 GMT</pubDate>
      <description>&lt;img height="832" width="534" alt="" src="http://files.luspio.it/docs/Blog Rettore/UNIROMA_13.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Ricordo di Francesco Zaccaria</title>
      <link>http://www.luspio.it/Blog_index.aspx.aspx?id_articolo=10&amp;u=1</link>
      <pubDate>Mon, 11 Jan 2010 16:54:13 GMT</pubDate>
      <description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La scomparsa repentina e del tutto inattesa del prof. Francesco Zaccaria, Preside della facolt&amp;agrave; di Economia della LUSPIO, ha reso difficile a tutti coloro che lo stimavano e ne apprezzavano le doti culturali ed innanzitutto umane di comprendere subito l&amp;rsquo;immenso vuoto creato dalla sua mancanza. Sulle sue doti di studioso sono gi&amp;agrave; spese le giuste parole che lo collocano nel pi&amp;ugrave; qualificato panorama accademico italiano; occorre per&amp;ograve; in questa ora ricordare che la sua figura di studioso &amp;egrave; tutt&amp;rsquo;uno con quella di docente universitario, giacch&amp;eacute; l&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; costitu&amp;igrave; la sua scelta di vita, in essa identificandosi al punto da rinunciare senza esitazioni a gi&amp;agrave; acquisite posizioni professionali istituzionali che certo gli avrebbero procurati ancor maggiori riconoscimenti di quelli che una carriera accademica brillante consente di acquisire.&lt;br /&gt;
Nella sua responsabilit&amp;agrave; di Preside colse il senso delle profonde trasformazioni che investivano l&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; italiana e si rese disponibile al rinnovamento, egli stesso rendendosi attivo e sollecito nell&amp;rsquo;indicare le vie da intraprendere per assicurare il necessario rinnovamento ed il futuro percorribile per il nostro Ateneo. Se una espressione pu&amp;ograve; sintetizzare la personalit&amp;agrave; e l&amp;rsquo;ispirazione di Francesco Zaccaria, essa pu&amp;ograve; essere raccolta in un aggettivo: Francesco fu sempre motivato, ricercava e trovava sempre le motivazioni ideali degli atti che si prestava a compiere, indagando nel contempo le ragioni ultime ed essenziali dell&amp;rsquo;azione umana, e cos&amp;igrave; radicando il suo concretissimo agire, e gli esiti realistici ed obiettivi che si riprometteva, sempre e comunque nei fini ultimi delle scelte che avevano guidato la sua vita.&lt;br /&gt;
In questo senso fu tenace nel riaffermare costantemente e coerentemente la propria identit&amp;agrave; spirituale di credente, ed in essa fondare l&amp;rsquo;amore pi&amp;ugrave; grande che seppe coltivare, al di l&amp;agrave; e al di sopra di quello per la scienza e per l&amp;rsquo;Universit&amp;agrave;: la famiglia, cui riportava di continuo ogni suo pensiero, ogni suo atto, quale criterio maestro dell&amp;rsquo;esistenza. Alla moglie Carmen e ai tre figli, le persone che am&amp;ograve; pi&amp;ugrave; intensamente, l&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; degli Studi cui dedic&amp;ograve; la propria attivit&amp;agrave; professionale, presenta i sentimenti pi&amp;ugrave; vivi di dolore e di partecipazione, e rivolge le proprie preghiere al Dio che tanto am&amp;ograve; perch&amp;eacute; accolga la sua anima tra gli eletti.&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;</description>
    </item>
    <item>
      <title>INAUGURAZIONE DELL'ANNO ACCADEMICO 2009-2010</title>
      <link>http://www.luspio.it/Blog_index.aspx.aspx?id_articolo=9&amp;u=1</link>
      <pubDate>Mon, 11 Jan 2010 16:48:01 GMT</pubDate>
      <description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Relazione del Rettore Magnifico Prof. Giuseppe Acocella&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Signor Sottosegretario di Stato, che ringrazio per la sua presenza oggi, Magnifici Rettori, Amplissimi Presidi, Colleghi docenti, studenti, personale tecnico ed amministrativo, signori, l'occasione dell'Anno Accademico 2009-2010 cade nel momento in cui una grande, profonda trasformazione &amp;egrave; in atto, giungendo a completamento dei processi di attuazione della Legge 270 che ridisegna ancora una volta l'offerta formativa dell'Universit&amp;agrave; italiana, e pi&amp;ugrave; complessivamente nella fase iniziale di un dibattito sul ddl in esame in Parlamento per il nuovo assetto della governance degli Atenei, che costituisce la fase finale di un processo di trasformazione profonda del sistema unitario universitario in direzione dell'autonomia di ciascun Ateneo iniziato circa quindici anni fa.&lt;br /&gt;
La domanda che in questi anni ci siamo fatti tutti - favorevoli o tiepidi che fossimo verso il processo avviato talvolta dando l'impressione di puntare pi&amp;ugrave; alla razionalizzazione delle risorse (obiettivo pur comprensibile, ma non fino alla prevalenza della mera aziendalizzazione delle Universit&amp;agrave; su quello, pi&amp;ugrave; importante, della ricerca e della cultura come esperienza essenziale della Universit&amp;agrave;) che alla promozione di un sistema avanzato di formazione apicale &amp;ndash; &amp;egrave; se l&amp;rsquo;autonomia finanziaria avrebbe potuto continuare a custodire il bene prezioso della unitariet&amp;agrave; del sistema pubblico affidato alle Universit&amp;agrave; dall&amp;rsquo;art. 33 della Costituzione repubblicana.&lt;br /&gt;
E&amp;rsquo; necessario ribadire questo principio nella sede di una Universit&amp;agrave; libera (o non statale, come alcuni preferiscono dire) che insieme agli Atenei statali costituisce il sistema pubblico, finora assicurato anche dal valore legale del diploma di laurea che noi non temiamo di veder ora avviato verso un sistema di accreditamento, se questo sistema assicurer&amp;agrave; comunque la responsabilit&amp;agrave; pubblica della certificazione e la reale confrontabilit&amp;agrave; degli esiti. Se, come abbiamo sempre creduto, la ricerca e la didattica insieme costituiscono gli elementi essenziali e caratterizzanti della istituzione universitaria, l&amp;rsquo;una nutrendo la seconda e la seconda stimolando la prima, ci preoccupa da un lato l&amp;rsquo;essiccamento delle fonti di finanziamento pubblico della ricerca (che non saranno mai compensati con le stesse garanzie dalla domanda affannosa di finanziamenti privati, legati ad una logica non sempre compatibile con la libera ricerca) che stiamo registrando e lamentando, dall&amp;rsquo;altro le difficolt&amp;agrave; crescenti a garantire il diritto allo studio agli studenti, la cui formazione deve restare la preoccupazione fondamentale di ogni Ateneo che non intenda trasformarsi solo in un centro di ricerca o, all&amp;rsquo;opposto, solo in un centro di formazione professionale di accettabile livello e niente pi&amp;ugrave;.&lt;br /&gt;
Un recente ordine del giorno, adottato nella riunione della CRUI del 26 novembre, ha stigmatizzato le difficolt&amp;agrave; in cui versano sotto questi profili le Universit&amp;agrave; italiane ed in specie quelle libere che pur svolgono il medesimo servizio pubblico con i medesimi vincoli e requisiti richiesti ad ogni universit&amp;agrave;. La LUSPIO si accinge ad affrontare questa fase delicata con seriet&amp;agrave; e rigore:la prima scadenza &amp;egrave; quella obbligata dell&amp;rsquo;Offerta formativa entro il 31 gennaio 2010, che stiamo affrontando con determinazione e contando anche sullo spirito di condivisione da parte di tutte le componenti della comunit&amp;agrave; universitaria. So che i cambiamenti comportano difficolt&amp;agrave;, ma la delicatezza della tensione cui &amp;egrave; di continuo sottoposta&amp;nbsp; - mi perdoner&amp;agrave; il Sottosegretario &amp;ndash; l&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; italiana richiede che non interpretiamo l&amp;rsquo;autonomia come autoreferenzialit&amp;agrave; sia per quanto riguarda la singola istituzione, sia per quanto riguarda la responsabilit&amp;agrave; in specie di chi svolge la funzione docente.&lt;br /&gt;
Per questo voglio mettere in evidenza il ruolo che il Nucleo di valutazione dell&amp;rsquo;Ateneo ha iniziato a svolgere in questa contingenza. Ringrazio il presidente Occhiocupo, perch&amp;eacute; dal Nucleo ci attendiamo anche indirizzi e criteri che ci possano orientare nella giusta direzione per corrispondere a quei requisiti i quali l&amp;rsquo;Agenzia di Valutazione ANVUR intende assicurarsi vengano adottati in tutti gli Atenei. Condividiamo la mozione CRUI che indica le maglie troppo strette che talvolta potrebbero soffocare lo sviluppo e la coerenza dell&amp;rsquo;offerta universitaria, e la cui attuazione spesso crea incomprensioni verso gli organi di governo dell&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; da parte dello stesso personale impegnato nel costante riassestamento delle procedure e degli stessi docenti. Voglio per&amp;ograve; con orgoglio sottolineare che, con lo Statuto adottato nel 2009 e che altre integrazioni richiede, la LUSPIO ha gi&amp;agrave; prefigurato il sistema di governance universitario che sembra si profili all&amp;rsquo;orizzonte come destino per l&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; italiana, secondo quanto ipotizzato nel ddl in discussione, con una accentuazione della responsabilit&amp;agrave; del C.d&amp;rsquo;A. ed una ridefinizione dei compiti degli organi accademici. Voglio infatti ricordare che abbiamo iniziato solo quest&amp;rsquo;anno il cammino secondo il nuovo Statuto e nella primavera del 2010, una volta accertata la nuova offerta formativa, faremo il bilancio di Ateneo di questo primo anno.&lt;br /&gt;
Non trascuriamo il fatto di essere una Universit&amp;agrave; del Centro Sud che intende &amp;ndash; per le sue caratteristiche &amp;ndash; volgerci verso un futuro di Universit&amp;agrave; del Mediterraneo, che riteniamo di poter sviluppare (grazie alle competenze presenti in questo Ateneo nella direzione delle relazioni con l&amp;rsquo;altra sponda del mare Nostrum) se avremo la comprensione ed il sostegno dell&amp;rsquo;autorit&amp;agrave; pubblica preposta alla promozione della ricerca anche in questo ambito.&lt;br /&gt;
Siamo ben consapevoli che il trend di crescita delle iscrizioni all&amp;rsquo;intero sistema (che dalla riforma del D.M. 509/1999, che introduceva la laurea di I e II livello, &amp;egrave; stato in costante crescita negli ultimi anni) ha subito una inversione di tendenza, non solo negli Atenei del Nord &amp;ndash; collocati in aree economicamente in grado di offrire opportunit&amp;agrave; di lavoro sostitutive della frequenza universitaria &amp;ndash; ma anche nel Centro Sud, dove non frequentare l&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; non corrisponde certo ad una maggiore opportunit&amp;agrave; di impiego. Per questo siamo impegnati a sviluppare forme finalizzate a garantire il diritto allo studio a studenti le cui famiglie hanno difficolt&amp;agrave; a mantenere i propri figli fuori sede, nel rispetto della normativa e delle vocazioni territoriali, nonch&amp;eacute; a creare un raccordo effettivo e funzionante tra Universit&amp;agrave; e mercato del lavoro.&lt;br /&gt;
Il raccordo tra Universit&amp;agrave; e lavoro - che questo modello di Universit&amp;agrave; intende favorire - resta un passaggio essenziale dell&amp;rsquo;organizzazione accademica, tanto pi&amp;ugrave; in una fase storica ed in una area per le quali tutto si fa complicato. Abbiamo ritenuto nel Consiglio d&amp;rsquo;Amministrazione, in accordo con l&amp;rsquo;Istituto &amp;ldquo;S. Pio V&amp;rdquo; presieduto dal prof. Iodice, che ha promosso questo Ateneo proprio nel periodo storico nel quale il sistema stava articolandosi, cio&amp;egrave; alla met&amp;agrave; degli anni Novanta del secolo trascorso, che la titolazione dell&amp;rsquo;Ateneo, LUSPIO, d&amp;rsquo;ora in poi (modificando lo Statuto) si chiamasse laicamente e per un nuovo inizio Libera Universit&amp;agrave; degli Studi Per l&amp;rsquo;Innovazione e le Organizzazioni, per sottolineare ed esaltare il carattere, che esso dovr&amp;agrave; sempre pi&amp;ugrave; accentuare, di Universit&amp;agrave; rivolta a guardare al futuro rafforzata dall&amp;rsquo;orgoglio per le sue radici. Il suo Fondatore, il prof. Leoni, gi&amp;agrave; guardava in questa direzione, come posso io stesso, insieme ad altri, testimoniare.&lt;br /&gt;
Signor Sottosegretario, Signori Rettori, membri del CDA., docenti, personale, amministrativo, studenti, Mons. Leuzzi - al quale sono grato perch&amp;eacute; celebrando la Santa Eucaristia ha consentito di ricordare che la trasformazione della titolazione non muta l&amp;rsquo;ispirazione da cui l&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; &amp;egrave; nata, e da cui tanti di noi continueranno a trarre motivazioni etiche e sociali, e Padre Giuseppe, di cui sono certo che studenti, personale e docenti sapranno apprezzare sempre pi&amp;ugrave; la dedizione - vi ringrazio della partecipazione a questa Inaugurazione per l&amp;rsquo;A.A. 2009-2010, che cade in una data scelta per consentirci di scambiarci anche gli auguri per il Santo Natale e per l&amp;rsquo;Anno nuovo, che, ne sono certo, sar&amp;agrave; prodigo di frutti.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&lt;/div&gt;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Inaugurazione dell'Anno Accademico 2009-2010</title>
      <link>http://www.luspio.it/Blog_index.aspx.aspx?id_articolo=8&amp;u=1</link>
      <pubDate>Tue, 22 Dec 2009 12:22:36 GMT</pubDate>
      <description>&lt;object height="390" width="480"&gt;
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    </item>
    <item>
      <title>Università/Gelmini vede rettori e Udc: via a confronto su riforma</title>
      <link>http://www.luspio.it/Blog_index.aspx.aspx?id_articolo=7&amp;u=1</link>
      <pubDate>Wed, 28 Oct 2009 11:44:58 GMT</pubDate>
      <description>&lt;div style="text-align: justify"&gt;&lt;strong&gt;Condivisi temi importanti. Risorse da introiti scudo fiscale &lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Roma, 27 ott. (Apcom) - &amp;quot;Un incontro utile e costruttivo&amp;quot;. Cos&amp;igrave; il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, ha definito il seminario sulla riforma dell'universit&amp;agrave; organizzato questa mattina dal gruppo parlamentare dell'Udc, coordinato dal vicepresidente dei deputati centristi, Michele Vietti, con diversi rettori tra cui: &lt;strong&gt;Giuseppe Acocella, rettore della Libera Universit&amp;agrave; degli Studi San Pio V&lt;/strong&gt;, Corrado Petrocelli, rettore Universit&amp;agrave; di Bari, Gennaro Ferrara, rettore dell'Universit&amp;agrave; Parthenope Napoli, Raimondo Pasquino, rettore dell'Universit&amp;agrave; degli Studi di Salerno, Gianmaria Palmieri, preside della Facolt&amp;agrave; di Giurisprudenza Universit&amp;agrave; del Molise, Marcello Fontanesi, rettore della Bicocca di Milano. &amp;quot;C'&amp;egrave; una condivisione sui temi pi&amp;ugrave; importanti - ha spiegato Gelmini - il reclutamento, l'abilitazione nazionale del ruolo dei ricercatori, la riforma della governance con la separazione netta tra Senato accademico e consiglio di amministrazione dell'Universit&amp;agrave;&amp;quot;. Gelmini fa sapere che l'esame della riforma, una volta approvata dal consiglio dei ministri, partir&amp;agrave; dal Senato e si mostra ottimista sull'iter. &amp;quot;Non abbiamo verificato ostacoli particolari. Il mondo universitario attende con ansia il varo di questo provvedimento per rendere l'universit&amp;agrave; protagonista del cambiamento. Bisogna investire sul sistema dell'alta formazione che deve raggiungere livelli buoni in tutte le regioni. Non &amp;egrave; solo una questione di risorse che pure verranno impiegate grazie allo scudo fiscale, ma anche di ricambio generazionale e di avanzamento per merito&amp;quot;. Anche Vietti ha confermato il clima &amp;quot;di dialogo&amp;quot; tra rettori e ministro: &amp;quot;Se il metodo sar&amp;agrave; questo, del confronto sul merito, non ci sottrarremo, l'Udc far&amp;agrave; la sua parte. Ovviamente non faremo sconti al Ministro sul tema dei tagli che hanno provocato guai. Vediamo che ora si sta cercando di recuperare, sappiamo che il rapporto col Tesoro non &amp;egrave; facile neanche per lei ma non crediamo all'illusione delle riforme a costo zero&amp;quot;. Insomma &amp;quot; bene la riforma di sistema ma il sistema universitario per lavorare ha bisogno della benzina&amp;quot;.&lt;/div&gt;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Intervista a margine del convegno "L'università italiana ancora alla prova delle riforme"</title>
      <link>http://www.luspio.it/Blog_index.aspx.aspx?id_articolo=6&amp;u=1</link>
      <pubDate>Wed, 28 Oct 2009 10:26:54 GMT</pubDate>
      <description>&lt;object height="390" width="480"&gt;
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    </item>
    <item>
      <title>Un Ateneo a misura di studente</title>
      <link>http://www.luspio.it/Blog_index.aspx.aspx?id_articolo=5&amp;u=1</link>
      <pubDate>Mon, 31 Aug 2009 17:34:09 GMT</pubDate>
      <description>&lt;div style="text-align: justify; line-height: normal"&gt;La Luspio&amp;nbsp;mostra immediatamente &amp;ndash; attraverso le tre Facolt&amp;agrave; in cui si articola (Scienze Politiche, Economia e Interpretariato e Traduzione) e le lauree triennali e magistrali che ivi vengono proposte &amp;ndash; la sua vocazione pi&amp;ugrave; profonda, rivolta alla formazione universitaria&amp;nbsp;per le professioni sociali del nostro tempo e segnata da un&amp;rsquo;attenzione per la dimensione sovranazionale e mondiale che caratterizza il nostro tempo.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify; line-height: normal"&gt;Se i corsi di laurea delle Facolt&amp;agrave; di Scienze Politiche ed Economia sono chiamati&amp;nbsp;ad aprire un varco di comprensione in un mondo sempre pi&amp;ugrave; complesso &amp;ndash; nel quale i fattori economici, politici e sociali sono il veicolo delle relazioni umane e contribuiscono a tessere la trama delle nuove professioni &amp;ndash; i corsi di laurea di Interpretariato e Traduzione (pressoch&amp;eacute; unici in Italia per indirizzo e metodo) forniscono gli strumenti pi&amp;ugrave; idonei ad affrontare la societ&amp;agrave; cosmopolita e relazionale del nostro tempo.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify; line-height: normal"&gt;Ma ci&amp;ograve; che caratterizza un Ateneo a misura di studente &amp;egrave; l&amp;rsquo;impegno dei docenti nella ricerca e nella didattica di qualit&amp;agrave; (che alla prima &amp;egrave; legata indissolubilmente). Questa &amp;egrave; la scommessa che &amp;ndash; nel processo di riordinamento dell&amp;rsquo;universit&amp;agrave; italiana &amp;ndash; il nostro Ateneo&amp;nbsp;&amp;egrave; chiamato ad accettare ed &amp;egrave; disposto ad affrontare, costruendo una comunit&amp;agrave; di studiosi (pi&amp;ugrave; giovani e meno giovani, in formazione e gi&amp;agrave; formati, studenti e docenti) in grado di operare e lavorare per il bene comune, in armonia con la propria ispirazione originale.&lt;/div&gt;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Intervista a UniromaTV</title>
      <link>http://www.luspio.it/Blog_index.aspx.aspx?id_articolo=4&amp;u=1</link>
      <pubDate>Wed, 22 Jul 2009 13:22:21 GMT</pubDate>
      <description>&lt;object height="390" width="480"&gt;
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    </item>
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