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Il Blog
del Rettore



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Sud meno clientele e miglior uso delle risorse. L’incontro Acocella e Iannuzzi al Mediterranea


Pubblicato da operatore il 26/02/2010 alle ore 14.09.59


Viviana Navarra
Continua il corso di formazione alla politica sul tema 'Mezzogiorno ed Innovazione - Per una nuova classe dirigente', organizzato dall'associazione di promozione culturale e sociale 'L'Accento' ed intitolato alla memoria del professore Vincenzo Buonocore. Ieri pomeriggio all'albergo Mediterranea sul tema 'Un Patto per lo sviluppo del Sud: rinnovamento delle Istituzioni e nuova cittadinanza attiva' si sono confrontati l'onorevole Tino Iannuzzi ed il professore Pino Acocella, rettore dell'Università degli studi 'San Pio V' di Roma. «Quello che occorre al Mezzogiorno è una nuova primavera - afferma Iannuzzi, deputato Pd - Soprattutto, è il cittadino che deve recuperare una dimensione attiva, appassionata e forte all'interno della comunità. In questo modo riconquisterà la consapevolezza dei suoi diritti e dei suoi doveri». «C'è bisogno di una irruzione democratica dei cittadini nella vita dei politici - rafforza il concetto il deputato del Partito democratico - ed è fondamentale che i giovani affermino le proprie idee guardando ad orizzonti lontani». «Il Sud deve far vincere il Sud - conclude Iannuzzi - Eliminare la piaga del clientelismo è una buona partenza». È il professore Pino Acocella a considerare «inutile rivendicare più risorse se poi queste ultime non vengono utilizzate per il progresso» e a puntare l'accento sulla «modernizzazione senza sviluppo» che riguarda il meridione e che va affrontata insieme ad altre realtà. Quali, ad esempio, la «finanziarizzazione dell'economia - sottolinea Acocella - Ovvero il trasferimento delle risorse dall'area produttiva a quella di interessi finanziari» . In questa cornice, secondo il rettore dell'ateneo romano, «valorizzare e custodire il capitale umano è fondamentale».
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Intervista su Uniroma Network


Pubblicato da operatore il 14/01/2010 alle ore 12.12.16


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Intervista su Uniroma Network


Pubblicato da operatore il 14/01/2010 alle ore 12.11.22


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Ricordo di Francesco Zaccaria


Pubblicato da operatore il 11/01/2010 alle ore 16.54.13

La scomparsa repentina e del tutto inattesa del prof. Francesco Zaccaria, Preside della facoltà di Economia della LUSPIO, ha reso difficile a tutti coloro che lo stimavano e ne apprezzavano le doti culturali ed innanzitutto umane di comprendere subito l’immenso vuoto creato dalla sua mancanza. Sulle sue doti di studioso sono già spese le giuste parole che lo collocano nel più qualificato panorama accademico italiano; occorre però in questa ora ricordare che la sua figura di studioso è tutt’uno con quella di docente universitario, giacché l’Università costituì la sua scelta di vita, in essa identificandosi al punto da rinunciare senza esitazioni a già acquisite posizioni professionali istituzionali che certo gli avrebbero procurati ancor maggiori riconoscimenti di quelli che una carriera accademica brillante consente di acquisire.
Nella sua responsabilità di Preside colse il senso delle profonde trasformazioni che investivano l’Università italiana e si rese disponibile al rinnovamento, egli stesso rendendosi attivo e sollecito nell’indicare le vie da intraprendere per assicurare il necessario rinnovamento ed il futuro percorribile per il nostro Ateneo. Se una espressione può sintetizzare la personalità e l’ispirazione di Francesco Zaccaria, essa può essere raccolta in un aggettivo: Francesco fu sempre motivato, ricercava e trovava sempre le motivazioni ideali degli atti che si prestava a compiere, indagando nel contempo le ragioni ultime ed essenziali dell’azione umana, e così radicando il suo concretissimo agire, e gli esiti realistici ed obiettivi che si riprometteva, sempre e comunque nei fini ultimi delle scelte che avevano guidato la sua vita.
In questo senso fu tenace nel riaffermare costantemente e coerentemente la propria identità spirituale di credente, ed in essa fondare l’amore più grande che seppe coltivare, al di là e al di sopra di quello per la scienza e per l’Università: la famiglia, cui riportava di continuo ogni suo pensiero, ogni suo atto, quale criterio maestro dell’esistenza. Alla moglie Carmen e ai tre figli, le persone che amò più intensamente, l’Università degli Studi cui dedicò la propria attività professionale, presenta i sentimenti più vivi di dolore e di partecipazione, e rivolge le proprie preghiere al Dio che tanto amò perché accolga la sua anima tra gli eletti.

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