La scomparsa repentina e del tutto inattesa del prof. Francesco Zaccaria, Preside della facoltà di Economia della LUSPIO, ha reso difficile a tutti coloro che lo stimavano e ne apprezzavano le doti culturali ed innanzitutto umane di comprendere subito l’immenso vuoto creato dalla sua mancanza. Sulle sue doti di studioso sono già spese le giuste parole che lo collocano nel più qualificato panorama accademico italiano; occorre però in questa ora ricordare che la sua figura di studioso è tutt’uno con quella di docente universitario, giacché l’Università costituì la sua scelta di vita, in essa identificandosi al punto da rinunciare senza esitazioni a già acquisite posizioni professionali istituzionali che certo gli avrebbero procurati ancor maggiori riconoscimenti di quelli che una carriera accademica brillante consente di acquisire.
Nella sua responsabilità di Preside colse il senso delle profonde trasformazioni che investivano l’Università italiana e si rese disponibile al rinnovamento, egli stesso rendendosi attivo e sollecito nell’indicare le vie da intraprendere per assicurare il necessario rinnovamento ed il futuro percorribile per il nostro Ateneo. Se una espressione può sintetizzare la personalità e l’ispirazione di Francesco Zaccaria, essa può essere raccolta in un aggettivo: Francesco fu sempre motivato, ricercava e trovava sempre le motivazioni ideali degli atti che si prestava a compiere, indagando nel contempo le ragioni ultime ed essenziali dell’azione umana, e così radicando il suo concretissimo agire, e gli esiti realistici ed obiettivi che si riprometteva, sempre e comunque nei fini ultimi delle scelte che avevano guidato la sua vita.
In questo senso fu tenace nel riaffermare costantemente e coerentemente la propria identità spirituale di credente, ed in essa fondare l’amore più grande che seppe coltivare, al di là e al di sopra di quello per la scienza e per l’Università: la famiglia, cui riportava di continuo ogni suo pensiero, ogni suo atto, quale criterio maestro dell’esistenza. Alla moglie Carmen e ai tre figli, le persone che amò più intensamente, l’Università degli Studi cui dedicò la propria attività professionale, presenta i sentimenti più vivi di dolore e di partecipazione, e rivolge le proprie preghiere al Dio che tanto amò perché accolga la sua anima tra gli eletti.